L'ambiente

Natura incontaminata tutta da scoprire

La vegetazione è bassa e intricata, costituita da arbusti, ginestre, aglio selvatico e finocchio marino. Ricopre le rocce e si spinge fino agli scogli che orlano l’isola. Muretti a secco e sentieri quasi invisibili percorrono la superficie emersa. L’aria è calda, anche se il vento è sempre fresco, e in alcuni momenti della giornata, quando le raffiche di tramontana o maestrale si fanno insistenti, taglia il viso. Le rocce calcaree che costituiscono la gran parte del suolo sono taglienti e appuntite, meglio indossare scarpini da roccia.

 

Tra le specie floreali endemiche il Limonio di Doria, Limonio delle Formiche di Grosseto con le sue fioriture primaverili che coprono l’isola di un manto violetto. Profusione di portulache, narcisi che fioriscono a gennaio e febbraio, l’aglio delle isole con fioritura estiva.

La Lavatera arborea che cresce spontaneamente con alta densità. Poi il curioso Cocomero asinino, di un verde chiaro intenso, il cui frutto ha la forma di un piccolo cocomero spinoso che, sfiorato, lascia fuoriuscire liquido e semi.

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Basta fare un giro dell’isola per rendersi conto che i gabbiani sono i veri padroni della Formica Grande. Arrivano a novembre, quando formano le coppie, a marzo depongono le uova e a luglio, dopo lo svezzamento dei pulcini, riprendono il mare per disperdersi tra le isole toscane, la Corsica e la Sardegna. Nonostante la loro partenza, sull’isola rimane sempre una popolazione stanziale.

Fabio racconta che “dopo qualche giorno sull’isola riesco a capire esattamente ciò che mi dicono“.

Una delle bellezze di un soggiorno sull’isola è quella di poter imparare nuovamente a comprendere con i nostri sensi quello che la natura vuole dirci con le sue voci, nelle sue infinite sfumature, un qualcosa che spesso viene dimenticato nella vita moderna.

 L’isola è abitata anche da un paio di coppie di volpoche, un tipo di anatra diffusa nel mediterraneo che nidifica nelle buche del terreno, e da una numerosa colonia di lucertole muraiole, endemiche di questo sito (la podarcis sicula roberti).

C’è un costante incremento del Gabbiano reale. La Formica grande ospita un numero di coppie che, presumibilmente, è prossimo a quello massimo consentito dalla sua superficie e dalle sue caratteristiche morfologiche e vegetazionali. Attualmente si può ipotizzare che, per l’insediamento di una colonia di Larus audouinii, Gabbiano corso manchi lo spazio fisico.

L’isola di Formica Grande è un sito unico nell’Arcipelago Toscano anche per le esplorazioni subacquee, in particolare per le immersioni profonde (oltre i 70 metri). Le pareti a picco che circondano l’isola si ergono da un fondale profondo oltre 100 metri (gli appassionati non devono perder la secca di Zi Paolo la cui sommità arriva a una profondità di 5 metri) ed è frequente osservare pesci di grandi dimensioni, come dentici, orate e cernie; oltre a foreste di Gerardia Savaglia, noto come falso corallo nero: un polipo che colonizza le gorgonie rendendole di colore bianco. Una simile concentrazione si osserva solo qui.